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LA VALPOLICELLA

La Valpolicella è una terra di vigneti e buon vino, ma con un'anima storica, con ville antiche e pievi romaniche e con una natura straordinaria.
Per comprendere questo territorio, occorre conoscerne la storia. I primi insediamenti umani iniziarono in tempi antichissimi, circa 5000 anni fa. Furono il clima mite e la costante ricchezza d'acqua a favorire la colonizzazione del territorio e i primi abitanti della Valpolicella trovarono rifugio nelle sue grotte. Un sito archeologico di importanza mondiale, ancora oggi oggetto di scavi e ricerche, è la Grotta di Fumane, conosciuta anche come "Riparo Solinas".

 
     

Risalgono al II secolo a.C. le prime coltivazioni della vite, che proseguono ininterrotte a tutt'oggi. Le aziende agricole si trovano sparse su tutto il territorio e offrono agli intenditori vini eccellenti: Il Valpolicella, vino gradevole e delicato, l'Amarone, robusto e aromatico e il Recioto, squisito e dolce nettare.
Molto importante è stato anche il periodo rinascimentale, che portò in Valpolicella il fior fiore della casate dell'epoca. A questo periodo risalgono le belle ville signorili, circondate da splendidi giardini e vigneti, che ancora oggi sono costituiscono dei veri gioielli della Valpolicella.

 
     


Di seguito vi proponiamo alcune interessanti mete da visitare:

 
     

S. Ambrogio

Sant'Ambrogio rappresenta l'anima industriale della Valpolicella grazie alla sua fiorente industria del marmo. Nel centro del paese si trova la chiesa parrocchiale, mentre sul colle che sovrasta il paese, sorge la chiesetta di San Zeno (XIII secolo) costruita in calcare rosa.
Nella frazione di Gargagnago, è posta villa Serego Alighieri, oggi sede di un'azienda agricola. In origine era proprietà di uno dei figli del Sommo poeta.
Dalla frazione di Gargagnago è possibile salire verso uno dei luoghi più belli e panoramici dell'intera valle, il borgo di San Giorgio. La sua piccola piazza è dominata dalla presenza della Pieve romanica, una delle più antiche del territorio veronese. Interessante l'attiguo Museo, con reperti archeologici arusnati e romani rinvenuti nelle zone circostanti.


 
   
 

S. Giorgio Ingannapoltron

E' uno dei paesi più caratteristici della Valpolicella, un piccolo gioiello inaspettato, con le sue case di pietra e gli stretti vicoli aperti su panorami che si stendono dal Lago di Garda alla città di Verona. Il gioiello più prezioso di San Giorgio è la splendida Pieve Romanica, edificata nel XII secolo, sopra i resti di una chiesa dell’VIII secolo, ancora oggi in parte riconoscibile. L’imponente costruzione, interamente costruita in pietra, accoglie al suo interno testimonianze riferibili sia al periodo longobardo che a quello romanico. Come il ciborio, risalente al 712, e i preziosi affreschi del XII secolo. All’esterno si può ammirare il bellissimo chiostro e il campanile, entrambi del XII secolo. Attiguo alla chiesa si trova un piccolo ma prezioso museo, dove sono conservati molti reperti archeologici del passato della Valpolicella: lapidi romane, sculture longobarde e carolingie, oggetti d’arte di ogni epoca: di particolare interesse sono i quattro archetti longobardi dell’VIII secolo, elegantemente decorati. Molto interessante è anche la sezione etnografica, con la riproduzione di una cucina, con il focolare, il secchiaio, la credenza, il tavolo e le panche.

 
   

Fumane

Il territorio del Comune di Fumane insiste nel cuore della Valpolicella confinando ad est con il Comune di Marano, a nord con quello di S.Anna D'Alfaedo, a ovest con i Comuni di Dolcè e di S.Ambrogio, a sud infine con il Comune di San Pietro in Cariano ed ancora di S.Ambrogio.
Villa Della Torre - Cazzola è una delle più interessanti ville del Cinquecento veronese. Alcuni ne attribuiscono il progetto a Michele Sanmicheli, altri a Giulio Romano, altri ancora a Bartolomeo Ridolfi. Ancora incerto è il periodo della costruzione: l'unico dato sicuro è un disegno del 1562 che la raffigura già nel suo assetto definitivo. Lo schema chiuso della villa, che ricorda quello delle antiche domus romane, è giocato sulla successione di tre cortili digradanti, il cui asse mediano immette a monte sul vasto brolo e a valle sul giardino.
La chiesa di San Marziale è frutto della ristrutturazione effettuata tra la fine del '400 e i primi decenni del '500 di un preesistente edificio duecentesco. Ha pianta a croce latina, con un'unica navata, due cappelle laterali ed abside quadrata. La facciata, rivolta ad ovest come in molte delle chiese romaniche, è a capanna con un semplice ingresso rettangolare, su cui si trova l'occhio aperto dopo il 1541.
Il Museo Botanico della Lessinia, inaugurato ufficialmente nel 1981, ampliato e riallestito nel 1996, sorge a Molina nell'edificio adiecente il campanile della chiesa. E' dedicato a Giovanni Zantedeschi, medico e botanico, nato a Molina nel 1773.

 

 

 
   
 

S. Floriano

Fino a una cinquantina di anni fa San Floriano era un borgo di poche case costruite in pietra, sasso, tufo e legno. La principale via di comunicazione si snodava lungo il muro di Villa Lebrecht. Lasciata alle spalle Villa Lebrecht, si prende per via Semonte, subito dopo il distributore e si arriva a Corte degli Ereditari, un'antica corte agricola costruita nel 1817 dalla contessa Sacco. Altre interessanti corti sono Corte Bertana e Corte Crosara. A San Floriano si trovano anche alcune importanti ville oltre a Villa Lebrecht: Villa Fumanelli, Villa Cesari Brigaldara, Villa Segala.
L'antichissima Pieve di San Floriano sorge nella frazione omonima; le sue origini risalgono probabilmente all'epoca longobarda e documenti dei primi del X secolo ne confermano l'esistenza e l'importanza. L'attuale edificio, romanico, è frutto della ricostruzione condotta dopo che un terremoto, nel 1117, distrusse la costruzione preesistente.

 
   

Negrar

Il territorio comunale occupa l'intero bacino idrografico del Progno di Negrar e risulta delimitato ad occidente dalla dorsale di monte Robiago, monte Noroni, monte della Masùa; ad oriente da quella di monte Nuvola, monte Fiàmene, monte Comune, monte Tondo; a nord dal monte Màsua e dal monte Tesoro; e a sud da una piccola porzione dell'alta pianura veronese. Villa Salvaterra di Prun è una fra le prime sorte nella valle di Negrar. E' composta da due parti ben distinte: una di stile rinascimentale e una di stile baroccheggiante.
Villa Turco-Zamboni di Arbizzano, dimora gentilizia che interpreta in severa chiave cinquecentesca il ricorrente motivo portico - loggia. Notevole era un tempo anche il giardino che, tramite una serie di scalinate oggi scomparse, si dilatava nel brolo sottostante. La villa, divenuta proprietà dei Zamboni intorno agli inizi del secolo scorso, era pure dotata di un oratorio, sconsacrato in epoca fascista.
Villa Verità ora Serego-Alighieri di Arbizzano è una costruzione presumibilmente risalente al secolo XVI. Dopo aver subito innumerevoli trasformazioni, negli anni Sessanta i conti Serego - Alighieri diedero avvio ad un intervento di restauro, liberando dai tamponamenti le aperture dei loggiati e restituendo al complesso, almeno al suo esterno, l'originaria eleganza cinquecentesca.
Villa Rovereti di Tomenighe presenta un'elegante facciata armoniosamente simmetrica con un monumentale portale a bozze. Sulla sinistra del palazzo si trovano le serre e un rustico. Sulla destra, la classicheggiante cappella dell'Assunta. Un tocco di raffinatezza all'edificio viene dato del giardino ben curato, da sempre lodato , dove il cipresso, l'alloro e il bosso la fanno da padroni creando angoli di raro effetto emotivo.
Villa Mosconi ora Bertani di Novare è tra le numerose dimore gentilizie fatte erigere o trasformate dal patriziato veronese nel corso del XVIII secolo. Villa Mosconi a Novare - ancorché inspiegabilmente trascurata dalla storiografia artistica - rappresenta senza dubbio uno degli episodi più interessanti della Valpolicella, sia per il solenne e fastoso impianto architettonico, sia per la ricchezza e l'originalità degli apparati decorativi.
Durante l'ottocento sono state costruite Villa Alberini, Villa Rizzardi, Villa Quintarelli e Villa Roverina.

 

 

 

 

 

 
   
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Ponte di Veja

E' un'area inclusa nel Parco Naturale Regionale della Lessinia.
La Lessinia è un'area carsica e quindi ricca di grotte. Il Ponte di Veja è quanto resta di un'enorme grotta carsica, di cui solo la volta d'ingresso è scampata al crollo, dando origine a quello che oggi vediamo come un ponte. Il maestoso arco di pietra ha uno spessore di circa 9 metri e una lunghezza di 50 ed è composto da ammoniti rossi e calcare oolitico, due materiali, che gli conferiscono un singolare contrasto di colori: rosso e grigio.

 
   

Sant’Anna D’Alfaedo

D’obbligo è la visita al Museo Paleontologico e Preistorico, che propone antichissime nozioni di storia, a partire da 70 milioni di anni fa. Sembra quasi impossibile, ma su quest’area che ora è una splendida zona montana, un tempo si estendeva un grande mare caldo, con pesci e piante tropicali. Non c’è stato bisogno di grandi scavi archeologici per scoprirlo: è stato sufficiente aprire delle cave di pietra e subito splendidi esemplari di fossili sono venuti in superficie. Il Museo di Sant’Anna raccoglie numerose testimonianze di una natura primordiale: ammoniti, ricci di mare, fossili di enorme valore scientifico, come uno squalo lungo quasi tre metri e una tartaruga marina di quasi due.

 
   

Molina

E' un antico borgo ricco di sorgenti d’acqua, che un tempo la gente sfruttava con i numerosi mulini: oggi il paese ha voluto proteggere questa straordinaria ricchezza, creando il Parco delle Cascate.
La spettacolare oasi naturalistica copre un’area di circa 150mila mq, in cui sono racchiuse bellezze paesaggistiche di grande suggestione: cascate, piccoli laghetti dal colore verde smeraldo e una vegetazione rigogliosa. Alcune cascate da ammirare sono: la Cascate verde, la cascata del pozzo dell’orso, la cascata del marmittone, la cascata spolverona, fenomeni naturali i cui nomi rievocano situazioni e suggestioni in un parco da vedere e da … ascoltare. Il Parco costituisce anche un patrimonio di fiori e piante; all’interno è stato istituito il Museo Botanico.

 
     
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